ALLA RICERCA DEL TEMPO PASSATO
(Dal 1500 al 1891)
Curiosando tra le vecchie foto trovate in Parrocchia, mi piace parlare di una che rispecchia un’antica consuetudine del nostro paese e che ricorda una Associazione la cui istituzione risale addirittura al 1500 e che ora, da alcuni decenni, è completamente scomparsa: si tratta di una Confraternita.
Oggi nessuno tra i giovani sa cosa sia, o sia stata, una Confraternita. Eppure a Pandino esse furono per secoli parte integrante della nostra vita parrocchiale.
Vorrei, quindi, ricordarne almeno una, quella del “Santissimo Sacramento”, che durò molto a lungo nel tempo.
Gli anziani del paese ricordano ancora, certamente, quegli uomini in tunica bianca con una mantellina detta pellegrina, un cordone rosso alla cintola e un nastro pure rosso al collo con un medaglione argentato, che reggevano il baldacchino durante le processioni col Santissimo Sacramento.
Uno degli ultimi di questi uomini, se ricordo bene, fu Natalino Broglia, ormai morto da decenni.
Questa Confraternita era molto importante: aveva avuto per secoli la gestione dell’antico Santuario del Tomasone.
Tra i vecchi documenti dell’archivio Parrocchiale trovo la Bolla del Pontefice Paolo IV, datata 9 settembre 1555, in cui viene confermato un diritto che aveva detta Confraternita, chiamato “Ius patronati”, cioè “Diritto di Patronato”, il quale la autorizzava a scegliere il Parroco del paese. Un diritto, datato 1500, goduto dalla Confraternita, sicuramente, fino al 1871, quando venne nominato don Zanenga, il parroco che provvide, poi, a costruire la nostra chiesa parrocchiale.
Nella Bolla di Paolo IV si legge questa frase rivolta ai Pandinesi:
“Noi vi confermiamo le prerogative suddette: pertanto a nessun uomo sia permesso rompere questa pagina o ad essa contraddire. Se qualcuno presumerà tentare ciò, incorrerà nello sdegno di Dio Onnipotente e dei Beati Pietro e Paolo suoi Apostoli.”
Seguono le firme, i bolli e i sigilli di piombo nel solito modo della Curia Romana.
La Confraternita del S:S: Sacramento aveva un suo Regolamento: uno degli ultimi è stato steso dal Parroco dell’epoca don Pietro Martire Frosi e porta la data del 29 agosto 1891.
E’ interessante leggere alcune clausole per accorgersi di quanto siano cambiati i tempi in cent’anni.
In esso si legge : ”Tale Compagnia era, già nel 1500, tanto affezionata al proprio Pastore, da volergli venire in aiuto, dotando la prebenda parrocchiale di alcune centinaia di lire annualmente. Ora, (anno 1891) danno la somma di lire 202,68”.
I Confratelli dovevano “onorare Gesù Cristo in Sacramento intervenendo con la loro divisa a processioni e funerali e molto più con la condotta di veri e buoni cristiani per il maggior bene delle loro anime e pel buon esempio del paese.”
Nel Regolamento troviamo anche l’elenco dei “Doveri e vantaggi dei Confratelli”.
Tra i doveri c’è quello di frequentare i Sacramenti, “tenendo un contegno edificante” alle funzioni religiose.
“Chi fosse scandaloso pubblicamente o non facesse la Santa Pasqua, o venisse di rado alle funzioni religiose è cancellato dalla Compagnia”.
Gli iscritti devono pagare una “tassa d’ingresso” che va da una lira per chi ha da dieci a vent’anni, fino ben 47 lire per chi di anni ne ha 71.C’era poi una “tassa di debito” di una lira all’anno quando il fratello non poteva intervenire alle funzioni. Anzi, “la mancanza ai funerali è tassata ogni volta con una multa di dieci centesimi”.
Se poi “non si paga la tassa di debito o le altre multe per tre anni e si viene a morire, non si faranno loro le esequie a spese della compagnia”.
Tra i vantaggi troviamo: “una candela di tre once in dono nella festa della Ceriola”. E se poi il Confratello viene a star male, se si porta a lui il Viatico, “la Compagnia accompagna il Signore nelle loro case, con avviso della propria campana, che è la quarta per le Consorelle e la seconda per i Confratelli”:
Morendo essi avevano diritto ad un funerale da 75 lire con tre preti e due messe lette e una cantata, con catafalco a quattro ordini e strato di prima classe. Sarà inoltre accompagnato al cimitero da otto confratelli: quattro di loro terranno in mano i fiocchi dello strato e una candela.
Queste sono alcune delle notizie un po’ curiose che fanno parte della nostra storia passata e che potranno essere ricordate, magari con un sorriso, dalla nostra gente.
lunedì 11 febbraio 2008
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