IL CONVENTO DEI servi di maria a pandino
(1446-1772)
A Pandino di questo Convento, esistito nel nostro territorio per più di trecento anni (dal 1446 al 1772), resta una traccia sicura solo nel nome della “Cascina Convento”, ora abitata dalla famiglia Arrighetti, appena al di là del nostro Cimitero e nei bellissimi mobili della Sacrestia della Chiesa Parrocchiale con la statua di Maria Addolorata, che già fecero parte di quell’antica Chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, annessa al Convento dei Frati Servi di Maria. A.giudicare della imponenza e dalla bellezza degli arredi, si deve dedurre che la chiesa del “Convento” doveva essere eccezionale.
Per fortuna a Pandino c’è un grande appassionato di storia locale, che ha voluto andare un poco più a fondo nell’opera di ricerca : si tratta del nostro concittadino Mario Perelli.
Egli, sapendo che l’antico Convento era diretto dai Frati, comunemente detti “Serviti” , ossia dell’ordine dei Servi di Maria, istituito nel 1223 a Monte Senario , in quel di Firenze, scrisse recentemente al Priore di quel Convento, chiedendo se vi fosse agli atti qualche documento che parlasse del Convento pandinese.
Ed ecco che l’archivista dei Servi di Maria gli risponde inviandogli fotocopie di antiche carte, datate 1650, scritte in italiano volgare.
Mario Perelli mi ha gentilmente permesso di riportare in queste pagine uno dei documenti, in cui Pandino e il suo Convento sono largamente citati.
Eccone il contenuto :
“Il Convento di Santa Maria delle Grazie dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine, è situato in strada pubblica, fuori della terra murata di Pandino, Diocesi di Cremona, lontano un quarto di miglio incirca, (400-600 metri) , qui vi concorrono (gli abitanti) come maggior comodità di sentir la messa, i divini offici e di ricevere altri sacramenti.
Ebbe principio l’anno 1446, l’ultimo di maggio, avendo l’Illustrissimo signor Conte Sanseverino (Ugone Sanseverino), padrone della terra di Pandino e suo territorio Gera d’Adda, Ducato di Milano, dato un pezzo di terra, situato nel territorio sud, di pertiche quattro al priore frà Cristoforo Patavini da Brescia, dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine, con patto che questi fosse obbligato a fabbricare in questa pezza di terra un convento e una chiesa sotto il titolo di Santa Maria delle grazie, e che questo convento fosse abitato da frati del medesimo ordine dei Servi.
L’istanza della soprannominata donazione fu rogata dal gentil signor Vincenzo Berinzago, notaio in Pandino , l’ultimo di maggio del 1446.
E così il Convento ebbe origine, sotto poi qual Pontefice e con che autorità non si trova, né tante , né poche scritture essendo tutte, o quasi, bruciate, come appare da una memoria registrata a libri del Convento, in occasione d’un fatto d’arme, che seguì l’anno 1509 (la battaglia di Agnadello), dove fu fatto un gran conflitto lontano solamente un miglio e mezzo (circa chilometri due e mezzo) dal Convento, che fu spogliato di tutto.
Sta la chiesa sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie, la cui festa si fa nella natività della stessa Beata Vergine, il giorno 8 settembre.
Chiesa ampia e di antichissima devozione, con colonne in mezzo, sebbene senza volta. Ma con soffitto d’assi e con un onorevole campanile e due campane assai buone, non essendovi altri conventi vicini a cinque e sette miglia (tra gli otto e gli undici chilometri) né dell’ordine dei Serviti, né d’altri.
La struttura del Convento consiste in un’ala e mezzo d’un quadrato claustro (chiostro), chiuso con le sue colonne di mattoni cotti, e nel mezzo un orto bastevole (sufficiente), circondato da muraglia , congiunta alla quale sta una stalletta, con il suo fienile e portico per la legna.
A basso vi è il Refettorio , la cucina e una camerotta, ogni camera addirittura con bellissima volta, ed appresso la cantina.
Di sopra sta il dormitorio con camere d’ambe le parti, queste sono otto.
Ora, 16 marzo 1650, vi abitano solo tre frati e cioè il Padre Priore frà Angelo Mainardi di Cremona, frà Liberti da Casalmaggiore e il non ancora professo Giovanni Battista Carnali da Agnadello.
Il Convento di Pandino fu soppresso il 17 febbraio 1772, come risulta da una carta dei trasferimenti di cinque frati del Convento stesso presso altri conventi”.
Anche il Convento dei Servi di Maria, col chiostro e la chiesa, come l’antico Santuario del Tomasone, di cui , almeno, ci restano i ruderi, fu chiuso e sconsacrato tra la fine del ‘700 e i primi dell’ ‘800, in seguito ai Decreti anti-ecclesiastici di Napoleone.
Del Tomasone ci è rimasta intatta la statua lignea quattrocentesca della Madonna del Riposo.
Del Convento, oltre ai mobili della Sacrestia, si conserva la statua della Madonna Addolorata e, forse, come scrive don Carlo Necchi su “Collegamento” nell’ottobre ’94, l’altare della Madonna posto lateralmente nella nostra chiesa parrocchiale. Lo dimostrerebbero “i frati raffigurati sul paliotto dell’altare stesso”.
Un grazie vivissimo a Mario Perelli, che sta cercando di recuperare tutti i dati possibili sull’antico Convento dei Servi di Maria e che ha promesso , poi, di offrirli alla comunità raccolti in un opuscolo.
lunedì 11 febbraio 2008
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