UN GIORNO TRISTE PER PANDINO
(Anno 1969)
Era una splendida giornata di maggio del 1969. Pareva che nulla potesse turbarne la serenità.
E, invece, nel giro di poche ore, due drammi.
Nel primo pomeriggio si sparse la voce che la professoressa Barbara Spinelli, apprezzata insegnante di francese nella nostra Scuola Media, si era sentita male , in casa, mentre stava riassettando la cucina dopo il pranzo. Il malore era apparso subito molto grave, tanto da dare poche speranze di vita. Morirà, infatti, nel giro di poche ore.
La signora Barbara era una donna bella e intelligente, saggia e serena, dal tratto aristocratico e svolgeva il suo lavoro di insegnante con molto scrupolo. A scuola era un punto di riferimento per tutti i colleghi ed era molto amata dai suoi giovani studenti. Ricordo le lacrime sconsolate di mia figlia Simonetta e delle sue compagne di classe alla triste notizia.
L’eco del grave fatto si era appena diffusa, quando la voce di un altro avvenimento, altrettanto grave, cominciò a circolare.
Dalla parte opposta del paese, in via Garibaldi, era morto improvvisamente Enzo Vaini.
Egli aveva diretto per anni, insieme alla moglie, il nostro ufficio postale quando esso era ancora piccolo piccolo, in Via Umberto, a fianco del botteghino delle signore Stroppa, e dove, se si entrava verso il mezzodì, si potevano gustare tutti i profumi provenienti dalla cucina, che si trovava nella stanza accanto.
Il signor Vaini era stato, insieme alla moglie, di cui ho un ricordo carissimo, uno dei primi amici che avevo trovato a Pandino. Ma di chi non era amico il signor Vaini ?
Tutti quelli che passavano dal suo ufficio erano subito conquistati dalla sua giovialità, nello stesso tempo signorile e alla mano. Egli aveva sempre per tutti un sorriso, una battuta, un saluto particolare, che si manifestava in un gesto ampio e caratteristico, tutto suo. Era un uomo tranquillo, tutto casa e lavoro. Negli ultimi tempi era felice anche per la nascita della nipotina, per la bella casa che era riuscito a costruirsi, per il giardino che curava ogni giorno, personalmente.
Ammiravo sempre il suo prato davanti a casa, così ben tenuto.
E’ stato proprio in quel prato che si è sentito male. Aveva appena avuto notizia del grave malore che aveva colpito la signora Barbara .
Pensava a lei, certo, mentre rastrellava il suo giardino : pensava a lei come facemmo tutti in quel tristissimo pomeriggio. E certo anch’egli ne soffriva.
Non sapeva che l’avrebbe preceduta , anche se di poche ore soltanto, là dove non si soffre più.
Mi piace pensare , anzi, che l’abbia attesa nell’aldilà, col suo sorriso sereno e accattivante, così come aveva fatto per tanti anni, alla fine di ogni mese, dietro lo sportello del suo ufficio, per pagarle lo stipendio.
Quel giorno, lo stipendio, quello definitivo , l’unico che sia veramente importante, Enzo Vaini, insieme a Barbara Spinelli, l’avrà certo ricevuto dal Sommo Padrone, che gli avrà detto :
“Ti ho sempre visto gentile con gli umili, hai sempre sorriso al tuo prossimo, vieni a ricevere il compenso che ti spetta”.
domenica 10 febbraio 2008
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