domenica 10 febbraio 2008

CARLO MANZONI, CAVALIERE DEL SANTO SEPOLCRO

CARLO MANZONI CAVALIERE DEL SANTO SEPOLCRO
(Anni ‘40-’50)

Volevo parlare del matrimonio che si celebrò nella nostra Chiesa parrocchiale il 26 novembre del 1947, tra Carlo Manzoni di Pioltello e la signorina Rina Gerlini, pandinese da generazioni.
Chi me lo aveva descritto lo ricordava come un fatto solenne e straordinario, che aveva destato la curiosità e la meraviglia nella gente del paese a causa della presenza di tanti forestieri, che portavano un ampio mantello bianco con decorazioni in oro e una rossa croce sul petto.
Erano i Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, convenuti a Pandino per assistere e far da testimoni all’investitura di Carlo Manzoni, insignito dell’onorificenza da parte di Monsignor Pecora, un alto prelato milanese, appena prima della celebrazione del suo matrimonio.
In quell’occasione mons. Pecora consegnò al neo Cavaliere la pergamena col sigillo Pontificio, la Croce e le decorazioni di rito e gli pose sulle spalle il bianco mantello dell’Ordine del Santo Sepolcro.
Nella fotografia che pubblichiamo si nota il signor Manzoni in ginocchio, coi testimoni ai lati , davanti all’alto Prelato, mentre don Egidio Tornaghi, parroco dell’epoca, regge il libro con la formula dell’investitura.
Di questo volevo parlare con la signora Rina, ma poi il discorso è scivolato prima sulla storia della sua famiglia e poi su simpatici ricordi che un amico comune, Beppe Consolandi, in quegli anni direttore del nostro Consorzio agrario, aveva eternato in piacevoli parodie.
La famiglia Gerlini è una delle più antiche del nostro paese.
La signora Rina mi mostra un documento che risale al 1908, con cui i fratelli Gerlini, alla morte del padre, acquistarono dal Conte Berardo Maggi di Gradella, un locale in via Milano, allora adibito a magazzino di granaglie da parte di certi frati , che vi depositavano ciò che raccoglievano durante le loro questue.
In detto locale i fratelli Gerlini, tra cui il padre , allora minorenne, della signora Rina, aprirono una trattoria, che chiamarono “Trattoria Milano” e che è ancora lì, non più in attività e mezza cadente, a testimoniare della vita d’altri tempi.
La trattoria Milano era molto frequentata poiché aveva un bel campo di bocce sempre affollato. Inoltre vi si disputavano anche accanite partite di “scopa”.
Il ricordo di queste gare ci è stato “tramandato” , appunto, da Beppe Consolandi, un caro amico che ora non c’è più.
Egli, spirito brillante e scanzonato, redigeva , di volta in volta, tra il serio e il faceto, dei “Bollettini”, anche in versi, che erano molto apprezzati dai buontemponi dell’epoca.
In questi vecchi fogli ingialliti, che la signora Rina conserva quasi con venerazione, si trovano i nomi di molti personaggi pandinesi degli anni ‘40-’50, che certamente sono ancora ricordati dagli anziani del paese.
Sono citati, per esempio, “il gran Gallo senza cresta”, che fu il nostro segretario comunale, e ancora “Gilli senza grilli”, l’applicato dei servizi di Stato civile, o “il grande Jon”, il mediatore Giovanni Uberti, che era molto piccolo di statura, oppure “il Banchiere piè veloce”, che era Achille Andreoni, direttore della Banca Popolare, o “il Gatto nero”, com’era chiamato Ghetti il sarto, o “il Maghino”, Luisì Carniti pure sarto, o “il Magone”, cioè Luigi Denti detto Pacì, o “il Tintorello” , che era Ferrari il barbiere e , infine, Carlo Manzoni , detto , naturalmente “il Porporato”, il quale aveva, a quanto si legge nel “Bollettino”, qualche guaio con la lingua italiana, per cui lo si invita, se vuol essere nominato Presidente, a tenere una “concione”
“non importa se sia detta
in prosa o in rima,
ma quel che a lui parrà più strano,
la si vuole in italiano”.
L’allegra compagnia disputava spesso partite di “scopa” e di “scopone”, facendo le ore piccole.
I giocatori erano sempre circondati da numerosi sostenitori, che , nei casi dubbi, diventavano arbitri.
Nella “Gazzetta della Scopa” n°. 1, del 26 gennaio 1950, si legge che “durante il torneo di Scopa di Pandino, le sale dell’Hotel Milano erano gremite sino all’inverosimile con spettatori giunti persino dalla...Cascina Serragli ! Trionfale vittoria della coppia Gerlini - Casali, mentre la coppia Alzani - Macchini ha presentato un reclamo perché un concorrente, Carniti, simulando un malessere, ha fatto segni al compagno di gioco, servendosi di ... una borsa dell’acqua calda !”
Nell’ingiallito foglio della “Gazzetta “ n°. 1 si legge anche che sono state eliminate le fortissime coppie Bennati - Caporali e Stroppa - Denti, mentre il prode Achille Andreoni ha giocato come un fuoriclasse autentico.
Piccole note di cronaca di un piccolo mondo scomparso.
La signora Rina, che ora è sola nella grande casa, sorride ripensando a quei giorni e mi mostra , commossa, fogli ingialliti e vecchie foto d’altri tempi : c’è anche la piccola Lucia , la figlia che ora abita a Roma, una figuretta minuscola che quasi si perde sul grande campo di bocce. E poi c’è quella grande pergamena incorniciata, appesa al posto d’onore, scritta in latino , con al centro il nome del marito, Carlo Manzoni, Cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme, col Sigillo del Papa.
La signora Rina ora riempie la sua solitudine così, ricordando chi non c’è più e ripensando ai tanti amici che un tempo popolavano la vecchia Trattoria Milano e che sempre portavano vita e allegria, in una Pandino così diversa e così lontana, che pare ormai vivere solo nel ricordo dei più anziani.

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