lunedì 11 febbraio 2008

MARIO TUTI

MARIO TUTI
(Anni 1912-1998)

E chi, tra la gente che frequenta la Chiesa, non lo conosce ?
Un arzillo ottantaseienne, piccolo di statura, vivace, sempre in movimento.
E’, si può dire, l’Angelo custode della nostra Parrocchiale.
Allo scoccar delle sette, ogni mattina, appena dopo l’Ave Maria, quando la chiesa è ancora sbarrata, ecco il signor Mario, già pronto con scopa, paletta, innaffiatoio. Passa, ripassa, lava con cura il sagrato, i gradini , i marciapiedi. Gira tutto attorno all’isolato, dietro il campanile, davanti al Saloncino e alla Casa Parrocchiale sulla Piazza del Castello.
Ci scopa e ci lava come fosse casa sua , con la stessa cura e lo stesso amore.
Poi, quando don Gino apre il cancello, entra in giardino e si dedica ai fiori : li ripulisce dalle foglie secche, ne taglia quelli sfioriti, zappetta, rastrella , innaffia. Per questo i gerani e le rose del Parroco sono sempre un trionfo di freschezza e di colori !
Poi sistema il ghiaietto, lo livella per bene e intanto tiene d’occhio la porta della Chiesa : ci sono, a volte, dei male intenzionati e occorre sempre che qualcuno vigili con attenzione.
Ogni lunedì mattina, alle sei, in anticipo sul ruolino di marcia, eccolo all’Oratorio Maschile : deve raccogliere cartacce e rifiuti che i ragazzi vi hanno lasciato la domenica sera.
E al sabato, dopo l’ultima Messa, ci sono da sistemare le innumerevoli sedie della Chiesa Parrocchiale. Le porta fuori dal ripostiglio e le allinea con cura, silenzioso e attento, come si conviene davanti al Signore.
E poi ... e poi...
I lavori da fare spuntano in ogni angolo, ogni giorno ce n’è uno nuovo. Gli altri, magari, non li vedono neppure, ma lui sì, nulla gli sfugge e subito vi pone rimedio.
Nella sua lunga vita Mario Tuti ha sempre lavorato : prima presso i macelli della zona. Dai Signorini, da Zanaboni, poi a Milano presso la “Pirelli” e successivamente, per 23 anni di seguito , alla “Calderara accessori tessili”.
“Una ditta importante”, dice con orgoglio” tutti mi rispettavano, mi trovavo come in famiglia, tanto che non volevo neppure andarmene in pensione.”
Ha servito la Chiesa e l’Oratorio prima con don Luigi Pollastri ed ora lo fa con don Gino.
“E’ un piacere aiutare don Gino. Quando il lavoro è tanto, mi chiama in casa e mi offre una brioche e un bicchiere di vino da messa...”
Il signor Mario mi vuole raccontare anche la sua esperienza fatta, da militare, in tempo di guerra. Era arruolato nel Genio e quando, all’inizio degli anni ’40 fu richiamato, venne imbarcato sopra una nave diretta in Eritrea.
Superato il Canale di Suez, all’entrata del mar Rosso, s’accorsero che, nei giorni precedenti, doveva essere stata affondata una petroliera. C’erano ancora i rottami che galleggiavano sulle onde burrascose.
“Pensi, “ mi dice, “ il Comandante ha fatto fermare la nostra nave perché sopra un rottame stava un gattino spaventato. Certo era a bordo quando la petroliera era stata distrutta e si era aggrappato ad una tavola sballottata qua e là sul mare burrascoso. Incredibile ! L’abbiamo salvato ! Abbiamo fermato una nave militare per salvare un gattino ! Che cuore , gli italiani ...”
Ha anche un’altra curiosità da raccontarmi con un po’ di tristezza :
“Della mia classe , il 1912, qui a Pandino eravamo in 52 uomini : sono rimasto solo io...”
“Come mai” gli chiedo”, così sano e arzillo ?”
Sapevo che aveva un piccolo segreto.
“Non mi crederà : limoni e limonate, sempre , tanti. E poi “Saridon”. Se mi sento addosso qualche doloretto , una pastiglia o due di Saridon e torno come nuovo.”
E c’è da credergli, non è mai fermo, pare non accusare mai stanchezza. E’ molto vicino alle due figlie : cura il bel giardino della figlia Daniela e ammira i quadri che dipinge la figlia Lucia. E’ orgoglioso di loro !
Dopo più di sessant’anni di matrimonio, è sempre felice vicino alla sua Mariuccia.
Auguri, signor Mario, continui così, per tanti anni ancora, a darsi da fare per gli altri, con semplicità, senza chiedere niente a nessuno, accettando , magari, soltanto una brioche e un bicchiere di vin santo, se proprio si insiste...

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