SERENELLO DEVIZZI E IL “PEDALE NOSADELLESE”
(Anno 1990)
Serenello : un nome strano per un uomo della mole del signor Devizzi di Nosadello.
Un nome che fa pensare a un fiore, ad un ragazzino allegro e ingenuo.
E invece il signor Serenello era tutta un’altra cosa ! Un uomo di una certa età, alto e massiccio, con un peso...rilevante, una voce possente e piena di entusiasmo e una carica di simpatia impareggiabile.
E’ scomparso improvvisamente nel 1990 a Nosadello, dove gestiva una tabaccheria.
Egli aveva due passioni : il ciclismo e il suo paese.
Non so se da ragazzino avesse fatto parte di qualche gruppo amante della bicicletta : probabilmente sì, perché era troppo grande il suo entusiasmo per questo sport, anche quando l’età e quel suo cuore “ballerino” gli impedivano di praticarlo.
Aveva costituito a Nosadello un gruppo di amanti delle gare ciclistiche, l’aveva fatto allenare e partecipare a gare sempre più impegnative, era andato alla ricerca dei giovani più promettenti, li aveva incoraggiati, aiutati, reclamizzati.
Aveva, insomma, fondato il “Pedale Nosadellese”, che godette di buona fama negli anni ’80. E per tener viva l’amicizia tra corridori e simpatizzanti, organizzava ogni anno un pranzo sociale, imponente per il numero degli invitati.
Ricordo quello del 1987.
Tra gli animatori della festa c’era, allora, anche Franco Carminati , proprietario del ristorante Adda. Anch’egli è scomparso improvvisamente qualche anno dopo quell’incontro.
Anche lui era nosadellese di origine e fu sempre molto legato al suo paese.
Ricordo l’entusiasmo che regnava quella volta nel grande salone, tra tavole imbandite, mentre fuori, alla vetrata, si vedeva folleggiare la neve, che stava cadendo a larghe falde.
Il signor Serenello era, si può dire, onnipresente con la sua carica straordinaria di simpatia e di entusiasmo.
Era un vero vulcano di iniziative, di battute, di sorprese : la sua presenza riscaldava l’ambiente, rendeva ancora più gioiosa l’amicizia, metteva allegria tra tutti gli ospiti.
L’anno che era appena terminato, il 1986, era stato eccezionale.
Il Gruppo aveva riportato ben quarantasette vittorie. Le più importanti erano state quella disputata a Messina nel Campionato Cadetti e quella del Campionato Lombardo di Urgnano.
Le due gare erano state vinte entrambe dalla giovane promessa del “Pedale”, Pierangelo Barcella.
Altri atleti, distintisi in quell’anno, erano stati Mario Catarsi , Walter Maffini junior e il cadetto Renato Angiolini, alfiere del “Pedale” con le sue undici vittorie.
Purtroppo, come spesso capita, la morte improvvisa del grande animatore, segnò, un po’ per volta, la fine del gruppo.
Ci furono complicazioni e difficoltà che il signor Serenello, magari, avrebbe superato, ma , mancando il motore, la grande “macchina” che egli aveva creato, ne soffrì fino a fermarsi.
Oggi del “Pedale Nosadellese” resta solo un bel ricordo, con quell’ondata di giovinezza, variopinta e festaiola, che invadeva le nostre strade durante le corse ciclistiche primaverili, con tutto un paese che si esaltava, applaudiva, incoraggiava e col signor Serenello, così grande e grosso, che si commuoveva fino alle lacrime se un suo “ragazzo” riusciva a piazzarsi.
E, come tutte le cose belle, anche questa pagina di storia nosadellese, e quindi pandinese, merita senz’altro di essere ricordata.
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