(Anni 1931-1998)
A Pandino si ama la musica e ciò non sembri strano in un paese essenzialmente pratico, col senso degli affari molto accentuato, come è il nostro.
Che si ami la musica, infatti, è dimostrato dal fiorire di gruppi grandi e piccoli, che , anche se erano più efficienti, forse, negli anni sessanta - settanta, non smettono di meravigliare.
Mi riferisco, in particolare ai gruppi più noti, come la Banda musicale, che è tra le più quotate dei dintorni ; alla Corale parrocchiale “Santa Cecilia”, che si è distinta in vari concerti ; agli “Amici della musica” sempre pronti ad organizzare viaggi per assistere, anche alla Scala, a spettacoli famosi ; al coro “Gabrieli” di Alberto Piacentini ; alla “Scuola di musica” che da più di dieci anni funziona presso il nostro oratorio Maschile ; agli “Amici del Jazz” con le frequenti esibizioni degli anni passati ; ai vari complessi che si riuniscono abitualmente nelle vecchie scuole di Gradella e che stanno insieme solo per il gusto di far musica.
La Scuola di Musica che funziona presso il nostro Oratorio Maschile è una bella realtà che conta ormai dieci anni di vita e che accoglie ogni volta una trentina di allievi . In essa sono organizzati corsi di teoria e di solfeggio, di pianoforte, di violino, di chitarra, di flauto con bravi insegnanti, tutti regolarmente diplomati. Ad ogni fine d’anno gli allievi si presentano al pubblico per il saggio finale, sempre apprezzato e molto applaudito.
Nella fotografia che pubblichiamo, appare il gruppo dei “musicisti” in erba al saggio dell’anno 1994.
Ora alcuni dei gruppi esistenti pare stiano entrando in crisi, non per il livello delle prestazioni, che è sempre eccellente, ma per il reclutamento di nuove voci, di nuovi appassionati, di nuovi strumentisti, i quali mal sopportano, forse, le lunghe ore di prove, le esercitazioni, le impegnative lezioni cui debbono sottoporsi.
La “Corale di Santa Cecilia”, in particolare, ha una lunga storia piena di soddisfazioni. Un tempo, negli anni ’60 , contava fino a cinquanta elementi, divisi in voci bianche, tenori, contralti, soprani e bassi.
Attualmente, alle soglie del terzo millennio, essi si sono ridotti ad una ventina soltanto, anche se in paese non mancano belle voci che potrebbero arricchire e nobilitare la nostra Corale.
Il suo repertorio è molto vasto : va dai brani classici delle corali ecclesiali, ai cori folcloristici, popolari, di montagna.
Ho ritrovato in un vecchio “Qui Pandino”, il nostro quindicinale degli anni sessanta, un articolo senza firma, ma che chiaramente, dallo stile, riconosco essere di Domenico Invernizzi. In esso si fa un po’ la storia della “Santa Cecilia”.
Vi si legge : ” Scrivere della Corale Santa Cecilia non è semplice. Bisognerebbe adoperare le note, anziché le parole, ricamando sulla carta le melodie che così spesso ci hanno toccato il cuore” :
Bellissima definizione dovuta , certo, ad un vero appassionato di musica.
La nostra Corale è nata, o meglio, rinata nel 1961, con l’arrivo in Parrocchia di don Rino Stellardi, un Parroco innamorato del bel canto.
Essa, però, esisteva fin dal 1931, quando la guidava il maestro Guido Macchini. Allora era costituita solo da voci maschili e si esibiva appena durante le funzioni religiose.
Don Rino Stellardi chiamò a dirigere la nuova Corale il maestro Ernesto Merlini di Lodi, un giovane, allora, pieno di brio e di passione, compositore sensibilissimo e dotato di una schietta comunicativa.
A lui si unì Domenico Invernizzi.
Con un trio simile, don Rino, Merlini e Invernizzi, la nostra “Santa Cecilia” prese il volo !
Il suo repertorio si arricchì e si aggiornò, i suoi concerti furono sempre più applauditi anche al di fuori dell’ambito parrocchiale. Famoso è rimasto il successo ottenuto al Centro Sant’Agostino di Crema nel 1964.
Poi i maestri si susseguirono, affiancando o sostituendo Merlini : ricordiamo Fausto Esposti, Gualtiero Poggioli, Paolo Marcarini.
Attualmente la Corale è diretta da Cristiano Bassoricci di Crema, violinista diplomato al Conservatorio di Piacenza, che tiene le lezioni ogni lunedì sera presso l'oratorio maschile, mentre Invernizzi, sempre sulla breccia, lo sostituisce nelle esecuzioni, quando il maestro è impossibilitato a presenziare.
Ora gli elementi si sono ridotti ad una ventina ed alcuni di essi, mi dicono, avrebbero bisogno di...ringiovanire. Ma nonostante gli appelli del Parroco don Gino Alberti, le nuove voci stentano a presentarsi : forse i giovani ritengono troppo impegnative le prove serali. Oggi si preferisce dedicarsi ad altre attività ed è un peccato.
Eppure, nonostante la scarsità degli elementi, la nostra Corale sa offrire ancora concerti bellissimi. Basti ricordare il Concerto di Natale che si tiene ogni anno nella chiesa parrocchiale, in una atmosfera sempre suggestiva e commovente.
Diceva un Santo di cui ho dimenticato il nome :
“Chi canta prega due volte” :
Che sia vero ?
E chi è stonato come me, allora ? Che riesca ad alzare a Dio solo una preghiera ...dimezzata ?
E’ un po’ mortificante, però...
lunedì 11 febbraio 2008
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