domenica 10 febbraio 2008

IL DONO DEL SANGUE

IL DONO DEL SANGUE
(Anni 1979-1998)

Son passati cinquant’anni, mezzo secolo della mia vita, ma quel giorno è ancora così vivo in me, che mi par quasi sia stato ieri.
Mi avevano portato d’urgenza all’Ospedale di Lodi, dopo la nascita della mia primogenita, in bilico tra la vita e la morte a causa di una gravissima emorragia.
Ricordo l’accorrere dei medici e degli infermieri : era urgente provvedere subito ad una trasfusione, ma del mio gruppo sanguigno non c’erano scorte a disposizione. Si fece accorre un donatore, un ragazzo giovane, alla sua prima donazione, mi dissero.
Egli si stese su un lettino accanto al mio e subito agganciarono tubi e tubicini al suo braccio e al mio.
Mano a mano che il sangue riprendeva a scorrere nelle mie vene, io acquistavo vita , ed era un’impressione bellissima.
Egli, invece, dicevano gli infermieri, impallidiva a vista d’occhio.
Alla fine svenne e dovettero prendersi cura di lui, mentre io tornavo a vivere.
Chi non ha provato, non può capire cosa significa il “dono del sangue” per chi lo riceve.
Anche l’AVIS di Pandino ha tra i suoi iscritti gente così, che ridona la vita senza neanche sapere a chi, senza chiedere nulla, senza esitare mai.
Fondata nel 1979, tra poco la nostra Sezione compirà vent’anni.
Ho davanti a me una la lunga lista delle donazioni fatte a tutto il maggio 1998 : sono state ben 7871, corrispondenti a più di tre milioni di litri di sangue.
Quante vite sono state salvate !
Nell’aprile del ’79 ventidue nostri concittadini, che già offrivano il sangue presso sezioni di altri Comuni, decidevano di costituire un gruppo anche a Pandino.
Il primo donatore del nuovo nucleo fu Bruno Federici.
La sede era stata trovata, piccola e forse inadatta, ma non importava : era un posto dove ritrovarsi, dove parlare dei propri problemi e delle proprie speranze.
La sede era ... un garage ! Non si era trovato di meglio. E chi l’aveva offerta veramente col cuore, era un uomo che Pandino non dovrebbe mai dimenticare : Ferruccio Alzani.
Al momento di inaugurarla egli disse al Sindaco, che allora era Domenico Invernizzi :
“Io ho fatto quel che ho potuto. Lei che è il Sindaco, faccia il resto.”
E il “resto” venne alcuni anni dopo, nel 1986, per opera della Amministrazione Comunale.
Il garage della “Fabbrica del ghiaccio” venne sgomberato e ci fu il trasferimento in quell’appartamento di via Stefano da Pandino, che era stato l’abitazione del dottor Greco ; un locale molto decoroso e abbastanza ampio, che l’infaticabile Presidente, signor Ernesto Silva, con l’aiuto di alcuni iscritti, si diede ad arredare e a rendere accogliente.
“Ora c’è tutto”, mi diceva il signor Silva qualche giorno fa. “abbiamo persino il computer”.
Alla Sezione AVIS , nel 1987, si era unita anche la Sezione AIDO per diffondere l’offerta di organi.
I Soci Avis, dai ventidue che erano inizialmente, sono diventati duecento quaranta. .
Le donazioni si sono moltiplicate. Il generoso entusiasmo degli iscritti è sempre alle stelle.
Difficilmente c’è qualche ritiro, più frequentemente, invece , c’è la richiesta di nuove iscrizioni.
Il signor Silva, insieme ai suoi collaboratori, è un vulcano di iniziative : tutto va bene purchè si parli dell’AVIS.
Ecco, allora, il Giornalino mensile, i Concorsi di poesia, le mostre fotografiche, le manifestazioni, le premiazioni, le sfilate, le marce , le biciclettate e così via.
E’ facile vedere, sempre più spesso, la Sede di via Stefano da Pandino imbandierata, con striscioni , labari e luminarie.
Tutto sembra dire :
“Venite, l’AVIS vi aspetta.”
E io, ricordando la mia esperienza personale di cinquant’anni fa, vorrei aggiungere :
“Non dite mai di no. Potreste salvare una vita.”

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