FAUSTO, L’ORGANISTA
(Anno 1993)
Fausto Esposti, classe 1921, ha cominciato a suonare come organista nella nostra chiesa parrocchiale il 30 settembre 1948: ricorda anche il giorno perché quella è stata una data importante nella sua vita.
E’, si può dire, figlio d’arte: suo padre, a Dovera, dove la famiglia abitava, aveva fatto l’organista nella parrocchiale per ben 52 anni ! E dopo la sua morte l’incarico fu assunto dal figlio maggiore, Renato, che era bravissimo. Alla sua morte prematura, il posto venne occupato da lui, Fausto.
Quando don Egidio Tornaghi, parroco di Pandino lo chiamò nella nostra chiesa, egli continuò anche a lavorare per quella di Dovera, cercando in tutti i modi di mantener fede ai due impegni.
Da noi ha suonato alle dipendenze di cinque parroci, don Egidio prima, poi con don Peppino de Stefani, con don Rino Stellardi, con don Luigi Pollastri e infine con don Gino Alberti.
E’ stato anche l’organista ufficiale della Corale Santa Cecilia durante trent’anni, prima col maestro Macchini, poi col Maestro Merlini e infine con Domenico Invernizzi. Una carriera lunghissima, come si vede.
Gli anni sono passati, e tanti, i malanni sono sopraggiunti, i capelli si son fatti tutti bianchi, ora gli è impossibile fare i numerosi gradini per salire sul nostro bellissimo organo e ha dovuto rinunciare definitivamente a suonarlo. Ma dice ancora con entusiasmo:
“Ma lo sa che di organi come il nostro ce ne sono pochi in giro? E’ un’opera dei fratelli Serassi di Bergamo, famosi costruttori d’organi, apprezzati dovunque. Il nostro ha una potenza eccezionale e a me piace moltissimo suonarlo. Lo faccio con vero entusiasmo, quando posso. E’ il maggiore dei regali che mi possano fare, permettermi di usarlo...Ma ormai...”
Gli chiedo in che scuola abbia studiato musica, da ragazzo, dato che dimostra di avere una buona cultura e una grande maestria nell’esecuzione.
Si mette a ridere e dice:
”Alla scuola di mio padre, a Dovera.”
Di Fausto Esposti mi piace ricordare un episodio, che egli narra spesso e che indica il suo grande attaccamento al lavoro.
La vita di organista in due chiese, a Dovera e a Pandino, contemporaneamente, era difficile nei tempi passati. Doveva continuamente fare la spola lungo i cinque chilometri che separavano le due località.
Ogni mezzo di trasporto era buono: dal carro funebre, dopo i funerali, alla “cariaggia” del menalatte, dalla bicicletta, al motorino.
Ebbene, in una lontana mattina invernale, dovendo suonare ad una ufficiatura che si teneva alla prima messa a Pandino, egli aveva dato l’incarico a sua madre di svegliarlo per tempo, in modo da essere puntuale.
Sua madre, quel mattino, lesse certamente male le ore sulla sveglia. Lo chiamò che era ancora buio, dicendogli di affrettarsi.
Egli inforcò la bicicletta e cominciò a pedalare nel gran freddo di gennaio.
Arrivò in paese e incontrò un bergamino, che andava in cascina per la prima mungitura. Gli gridò:
“Ehi, Fausto! Cosa succede?”
“Vado per l’ufficio e sono in ritardo.”
“Come in ritardo? Non sai che ore sono?”
Proprio in quel momento il campanile cominciò a battere i suoi rintocchi: uno, due, tre...e mezzo...!
Era ancora notte!
Dovette gironzolare qua e là per più di due ore, in attesa che si aprisse qualche bar e arrivasse l’ora della messa!
Ora la vita di Fausto Esposti ha tutto un altro ritmo. Dal 1970 ha trovato ospitalità nella nostra Casa di Riposo e di ciò è riconoscente a don Rino che lo aiutò, a quei tempi, ad essere accettato.
“Per me è come essere in albergo”, dice,” ho una bella stanza, un compagno di camera simpatico, un cibo gustoso e vario, un servizio inappuntabile. Cosa posso volere di più, alla mia età. Certo, mi manca tanto il mio Serassi. Ero così felice quando mi invitavano a suonarlo!”
Anche per noi era bello ascoltare, signor Fausto, quel tripudio di note che scendeva dall’organo e inondava tutta la chiesa per la gioia dei presenti!
Per tutto questo, grazie signor Fausto!
domenica 10 febbraio 2008
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