domenica 27 gennaio 2008

AUGURI, DOTTORE!

È successo a Pandino :
“Auguri dottore!”
(Anno 1985)
Un giorno si è diffusa a Pandino, chissà come, la notizia che il dottor X era morto!
Grande costernazione in paese.
“Ma come? E’ impossibile...”
“Si diceva che fosse al mare, con la signora...”
“Ha avuto un infarto qualche anno fa, è vero, ma si curava, e come...Si riguardava...”
“Forse lavorava troppo...”
“Poveretto, come mi dispiace...”
Ne parlano dal giornalaio, al bar, nei negozi. La voce si diffonde persino nella scuola.
Si pensa alla moglie del dottor X, una cara collega; alla figlia, una graziosa ragazza, simpatica a tutti. E poi a lui, al dottore, così cordiale, così gentile...
Pare proprio impossibile.
“L’ho visto non molto tempo fa, in automobile, mi ha sorriso. Pareva il ritratto della salute!”
Dopo tanto parlare e tanto raccontare, a qualcuno viene in mente di informarsi con certezza.
Telefonare a casa? Mai! Con che cuore...
“E allora proviamo alla pensione di Alassio, dove ha detto che andava. Facciamo finta di niente...Sentiamo...”
Un amico intraprendente si procura il numero e telefona.
“No, il dottore non c’è. E’ uscito per compere, con la moglie...”
L’amico tira un gran respiro di sollievo. Avverte gli altri. Questi lo dicono ad altri ancora. La voce corre con la velocità del vento.
Dio sia lodato! Il dottor X sta benone. Anzi, tra un paio di giorni torna a casa; le ferie, purtroppo, sono finite.
Caro dottore, (possiamo dirlo ora il suo nome, vero dottor Mattioli?), un vecchio detto cremonese assicura che queste dicerie, come i sogni di morte, allungano la vita.
E allora auguri di lunga, lunghissima vita !
Mi resta, però, una considerazione da fare.
Come diceva un Santo, di cui non ricordo il nome, la chiacchiera fa presto a uscir di bocca, ma poi nessuno la ferma più.
Il Santo di cui sopra, infatti, aveva dato per penitenza ad una donna che confessava una maldicenza,
( chissà poi perché son sempre le donne ad esser prese di mira!), di prendere una gallina, spennarla camminando lungo le strade del paese e sparpagliarne le penne al vento ; poi ritornare sui suoi passi e raccoglierle tutte, fino all’ultima.
La povera donna tentò di ubbidire, ma inutilmente. Così tornò dal Santo piangendo.
“Mi è stato impossibile, Padre. Come posso fare?”
“Lo so, lo so” le rispose il saggio sacerdote, “era solo per farti capire che si deve mettere molta attenzione in ciò che si dice. La parola fa presto ad uscire, ma è difficile, poi, farla rientrare!”
E invece, per il nostro buon dottore, la parola sbagliata ha fatto prestissimo a rientrare.
La domenica successiva, infatti, egli era a Messa, nella nostra chiesa e, alto com’è, tutti l’han visto e hanno sorriso.
Tutto è bene ciò che finisce bene. E per lui il “tutto” è finito con la simpatia e il sorriso dell’intero
paese.
E’ questo il pregio dei piccoli centri: il dolore di uno è il dolore di tutti, ma anche il sorriso di uno è il sorriso di tutti!
Auguri, comunque, dottor Mattioli!

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