lunedì 28 gennaio 2008

HAI DEL TEMPO LIBERO

“HAI DEL TEMPO LIBERO ?”
(1998)

A Pandino pare ci sia un problema : trovare del tempo libero da usare a favore di chi ha bisogno di compagnia.
E con tanti pensionati ancora efficienti in giro, di tempo libero ce n’è sicuramente.
La vita si è allungata e a sessanta, settant’anni c’è ancora tanta vitalità e tanta energia da regalare.
Ebbene, a Pandino le cose da fare ci sono , e come !
Me ne parla con entusiasmo una certa signora che vuole restare assolutamente anonima . Mi piacerebbe raccontare qualcosa di lei in modo più dettagliato. Ma il divieto è assoluto.
Dice : “ Abbiamo bisogno di persone in gamba, attive, generose. Nella nostra Associazione siamo rimasti in pochi e non riusciamo più a coprire le necessità della gente che si rivolge a noi per avere un aiuto. Questo aiuto, talvolta, è anche di carattere finanziario, ma allora è relativamente facile sopperirvi. Più di frequente, invece, ci viene richiesto un aiuto di altro genere, si cerca compagnia, si aspetta una visita, un incoraggiamento, si ha bisogno di parlare con qualcuno. Le ore passano così lentamente quando si è soli !”
A questo punto la signora mi accenna al nome della Associazione di cui fa parte : è un gruppo di grande tradizione, che ha lavorato per decenni anche in paese. Si tratta della San Vincenzo.
Oggi non c’è più bisogno, forse, come faceva la signora Gina Polgatti negli anni ‘50-‘60, di portare la bottiglia di vino, o il pezzo di carne, la legna per la stufa , o il corredino per la neonata di una famiglia di povera gente. Oggi occorre altro.
Certo, è più facile aprire il portafoglio , o firmare un assegno. Ci si sente subito in pace con la coscienza. Ma non è questo che la signora sta chiedendo. Oggi occorre qualche ora di tempo, solo qualche ora di tempo !
C’è, per esempio, l’ammalato solo, magari costretto a letto, o l’anziana signora coi figli lontani, che passa lunghi pomeriggi in silenzio, rimuginando pensieri malinconici, aspettando che qualcuno vada a bussare alla sua porta per scambiare quattro parole. Oppure chi, con difficoltà di movimenti, ha bisogno d’una piccola spesa urgente e sta alla finestra sperando che passi qualcuno a cui affidare l’incarico.
Cose da poco, sembrerebbe . Se si fosse in tanti si potrebbero coprire le varie necessità, non facendo mancare ad alcuno quel “pane” morale che oggi, purtroppo, sta diventando così prezioso.
Ecco, la San Vincenzo ha bisogno soprattutto di questo.
A volte l’anziano è un po’ monotono nei suoi discorsi, si ripete, si commisera.
Occorre tatto e generosità per dargli sollievo. Dice la signora :
“Ma come è gratificante, quando si esce da una casa, sentirsi dire .- Venga ancora , torni presto...-“
Veramente la signora di cui parlo di cose per gli altri ne fa molte di più : assiste famiglie numerose con bimbi piccoli onde dar sollievo a certe povere madri, aiuta genitori con figli in difficoltà o colpiti da handicap, accompagna malati in ospedale per sedute di terapia, paga bollette a persone indigenti.
“Tutto a nome della San Vincenzo, naturalmente... Non è poi gran cosa. Se ci fosse più gente potremmo fare di più...”
E’ come un ritornello : “Se ci fosse più gente ...”
E’ questo che occorre, ormai, alle soglie del 2000, a Pandino come altrove. E’ questa la nuova povertà, cui occorre provvedere.
“Se l’avrai fatto al più piccolo dei tuoi fratelli, l’avrai fatto a me...” si legge nel Vangelo.
E allora, anziché chiudersi in casa e lasciarsi prendere, magari, dalla depressione, ecco l’invito :
“Venite alla San Vincenzo, troverete sempre qualcosa da fare e non avrete più le giornate vuote ! E inoltre, riceverete più di quanto darete...”
Coraggio, dunque. Chi ha qualche ora da riempire, vada a bussare alla Casa parrocchiale e dica :
“Eccomi, cosa posso fare ?”
C’è un lungo elenco di persone in attesa : il “lavoro” si troverà immediatamente e la “depressione da pensionamento” sparirà.

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