GIANNI E PIERO, PANDINESI IN...MISSIONE!
(Anno 1997)
Chi l’avrebbe detto!
Gianni Bertazzoli, non certo un uomo con la vocazione...missionaria, e Pierino Tonelli, un piccolo commerciante dalla vita pacifica, si sono innamorati dell’Africa Equatoriale.
Chi sono i nostri amici?
A Pandino sarebbe forse inutile descriverli. Tutti, credo, li conoscono: robusti, più che cinquantenni, con tanto di...pancetta sporgente e una calvizie prematura incoronata da pochi capelli già bianchi..
Il primo, mio vicino di casa, ai tempi dei tempi, quando i miei figli erano bambini, veniva da loro chiamato “il biondo delle gomme”. Faceva, infatti, il gommista come suo padre e i capelli, allora, tendevano al biondo.
Ora, da buon pensionato, insegna l’arte ai due figli, Pierangelo e Lorenzo ed egli sovrintende, dà consigli, tratta allegramente coi clienti, li intrattiene, ama scherzare.
Una volta amava anche cantare. Era un piacere ascoltarlo, al mattino presto, appena apriva il cancello del suo capannone.
Attualmente è anche Presidente della Pro - loco pandinese e inventa di continuo feste ed incontri.
Pierino Tonelli , “il bambino che crebbe in un Santuario”, lo conosco da quando aveva sei anni: piccolo, biondo, un po’ solitario. Abitava alla cascina Tomasone, dove poi, quasi mezzo secolo più tardi, vennero scoperti sotto gli intonaci dei vecchi muri della casa, preziosi affreschi del ‘400, appartenenti all’antico Santuario che sorgeva sul posto.
Ora quel bambino è cresciuto e, come ho detto, ha messo su pancia. Ha aperto un negozietto, tipo supermercato familiare e fa il commerciante. Collabora con Gianni Bertazzoli ed è vice presidente della Pro - loco.
Che in due uomini così potesse nascere questa specie di “vocazione”, nessuno l’avrebbe mai pensato.
Eppure...
E’ successo a ferragosto del 1997.
Un giorno un cliente di Gianni, residente a Paullo, va da lui a comperare le gomme per un trattore. Chiede un prezzo speciale, poiché si tratta di un’opera di beneficienza. E poi dice:
“Ora servirebbe qualcuno che le monti queste gomme.”
E Gianni, subito:
” Posso farlo io. Dov’è il trattore?”
Risponde il cliente:
“Sul Lago Vittoria, in Tanzania, al confine col Kenya: aereo fino a Nairobi e 800 chilometri in fuoristrada nella foresta equatoriale.”
Gianni, dopo un primo sbalordimento, ci fa un pensierino e ne parla all’amico Piero:
“Tu ci verresti?”
“Io sì”, risponde Piero.
Così combinano. C’è un bel po’ da fare prima: vaccinazioni, documenti, cambio di moneta, piccoli oggetti da portare con sé per distribuirli, dolcetti per i bambini e così via.
Quando arrivano le feste dei Morti, dopo aver sistemato tutto in famiglia e sul lavoro, i due amici partono: aereo fino a Nairobi, poi la jeep per 800 chilometri, un po’ su strada, un po’ su sentieri impraticabili nella foresta equatoriale.
In un ambiente tutto verde e azzurro, bello a vedersi, popolato da gridi d’uccelli e da animali selvaggi, con tanto tanto caldo, i nostri due amici incontrano un Missionario bergamasco, Padre Giuseppe, Passionista, in Tanzania da più di trent’anni. Qui egli è a casa sua, completamente inserito, come se qui fosse nato e non nelle fresche vallate bergamasche.
I villaggi sparsi qua e là hanno solo capanne di fango. I bambini sbucano da tutte le parti, vivacissimi e ridenti per far festa ai due uomini bianchi appena arrivati.
Pierino, prima di partire, ha prelevato dal suo negozio caramelle e Baci Perugina. Ora ne riempie le mani tese dei piccoli e organizza persino dei giochi e delle gare e li distribuisce in premio.
Poi Gianni e Piero cominciano ad esplorare quel mondo così nuovo e diverso: scoprono una vegetazione stupenda, piccole capanne fatte di fango e di foglie, dove bisogna chinarsi fin quasi a terra per entrare, vedono bambini di pochi anni che già maneggiano in modo esperto il machete e uccidono, senza timore, grossi serpenti avvinghiati agli alberi.
La gente è cordiale e ospitale, tutti vorrebbero avere l’onore di accogliere e toccare i due uomini bianchi.
I due amici visitano anche le scuole: capannoni senza pareti, col solo tetto sostenuto da pali e coperto di rami. Le ha costruite tutte Padre Giuseppe nei posti più sperduti, vicino ai villaggi. Sono ben 53 e sono piene di bambini con maestri improvvisati.
In una di queste scuole non arriva ancora l’acqua potabile: i tubi, appena inviati da un benefattore di Dalmine, ci sono ; c’è anche il piccolo acquedotto che il Padre ha scavato. Occorre un volonteroso che faccia le misure, che scavi, che saldi i tubi e applichi i rubinetti e così via.
Gianni si offre, ha una certa pratica, sa fare un po’ di tutto. Pierino collabora.
E l’acqua arriva nella scuola con grande festa di tutti!
Poi il periodo di “missione” finisce. E’ ora di tornare.
Mi confessa Gianni:
“Mentre il fuoristrada mi portava a Nairobi e dopo, quando dall’aereo vedevo l’Africa sparire, dicevo tra me: - Troppa miseria, troppa ignoranza, non è vita quella. Basta, io non ci torno più.- Avevo un groppo in gola, ero demoralizzato e infastidito.”
Ma appena a casa, parlandone con gli amici, quel senso di disagio si attenua.
“Durante le ferie natalizie” dice, “mi son trovato qui a bighellonare, ad annoiarmi, senza aver nulla da fare. Ho detto a Piero: - E pensare che là ci sarebbe tanto lavoro! Cosa dici?- E Piero mi ha risposto: -Penso che dobbiamo tornarci, non credi?-“
Nello sfogliare le fotografie fatte laggiù, Gianni commenta:
“Guardi, per bere filtrano l’acqua delle pozzanghere. E noi mandiamo le sonde su Marte! L’altro giorno alla riunione degli artigiani, in città, ci hanno spiegato che ora nei nostri negozi, nelle nostre officine verrà tutto computerizzato! E là non vanno a scuola perché ci sarebbero chilometri e chilometri da percorrere in mezzo alle foreste, e non ci sono strade, e se la stagione delle piogge ritarda o anticipa, neppure i fagioli nascono più e loro non sanno cosa mangiare!”
Conclusione: Gianni e Piero ripartiranno. Si organizzeranno meglio, porteranno più roba, si fermeranno di più. E chissà che non ci sia qualcun altro che chieda di partire con loro! Gianni, nel frattempo, ha pensato, (immaginate un po’ ) , di fare una raccolta di occhiali da vista. Laggiù, ha detto il missionario, c’è tanta gente che ne ha bisogno. Egli conosce alcuni rappresentanti e da loro si fa consegnare i campionari con gli occhiali passati di moda. Faranno il loro servizio splendidamente !
E bravi amici! La vita è proprio sempre piena di sorprese.
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